Il grande cambiamento: come vivono i figli la separazione dei propri genitori e cosa fare

By 22 settembre 2019 Per saperne di più
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La separazione dei propri genitori è uno degli avvenimenti che più sconvolgono e modificano la vita dei figli. Tali situazioni si configurano, nella vita dei minori, come eventi molto dolorosi e difficili da gestire. Ma cosa significa esattamente “separazione” per un figlio e quali implicazioni ha nel suo presente e nel suo futuro?

Perché per i bambini la separazione dei genitori è una “tragedia”?

I bambini concepiscono se stessi come tutt’uno con i genitori, come se fossero un’entità unica e indivisibile. E’ per loro inimmaginabile pensare che la mamma possa essere senza il papà, con un’altro compagno o in un’altra città e viceversa. Tali eventi non rientrano nella loro logica e per questo motivo è molto difficile sia la fase di spiegazione che il processo di comprensione. Di fronte ai litigi dei genitori una frase che spesso i bambini volgono ai genitori può essere la seguente:

“A me non interessa ciò che fate, basta solo che non vi separiate, che stiate insieme e io sono tranquillo”.

Immaginare i propri genitori separati attiva nei bambini paure, preoccupazioni ed emozioni molto complesse e difficili da gestire. In che modo può quindi un genitore accompagnare i propri figli in questo momento di grande cambiamento?

Cosa fare per il bene dei figli?

Spesso accade che molti genitori decidano di rimanere insieme comunque, per il bene dei  propri figli, nonostante la conflittualità.

Tale soluzione può realmente essere sempre considerata come la più appropriata e percorribile?

Dopo anni di ricerche e controversie, oggi si riconosce come un matrimonio litigioso e senza amore possa essere potenzialmente più dannoso di un divorzio. I figli non possono infatti rimanere impassibili di fronte ai litigi dei genitori e sempre più spesso si ritrovano a nutrire sentimenti di “colpa e causa” del malessere di mamma e papà. L’atmosfera litigiosa tra i genitori e gli stati d’animo negativi che ne derivano vengono trasmessi inevitabilmente ai figli generando pensieri e malesseri che si ripercuotono sul loro benessere globale e sulla loro vita quotidiana in particolare.

In situazioni di alta conflittualità i figli rischiano spesso di essere esposti ai litigi rischiando di finire coinvolti nelle battaglie di posizionamento fra i coniugi, dove, nelle situazioni più dannose, essi stessi chiedono ai figli di schierarsi esplicitamente o implicitamente dalla propria parte, contro l’altro genitore.

In altri casi sono i figli stessi ad allearsi in maniera spontanea con il genitore che percepiscono come più debole oppure li ritroviamo atti a manifestare una serie di comportamenti e di azioni problematiche, finalizzate a distrarre i propri genitori dal conflitto e incanalando la loro attenzione e le loro preoccupazioni sul figlio stesso.

La separazione attraverso gli occhi di una bambino

“…sono uno dei tanti bambini che sta affrontando la separazione dei propri genitori e una delle prime reazioni a questa esperienza è quella di iniziare ad alimentare un forte desiderio di vedere mamma e papà riuniti. Non so ancora esattamente in che modo lo farò ma cercherò di fare il possibile perché ciò accada. Essendo piccolo potrò iniziare a sentirmi responsabile della loro rottura e di conseguenza iniziare ad autoaccusarmi provando sentimenti di colpa che si possono manifestare attraverso la manifestazione di comportamenti che possono portare a una punizione da parte dei mei genitori. Posso per esempio rompere il mio giocattolo preferito per auto punirmi e non per aggressività come invece i miei genitori potrebbero pensare. Posso manifestare dei notevoli e sensibili cambiamenti a livello comportamentale come la chiusura nei confronti dei miei pari, manifestare uno scarso rendimento scolastico, aggressività e vivere un’escalation emotiva di tristezza, rabbia e vergogna…”.

Come possono i genitori comunicare la separazione senza ferirmi?

“Nel comunicarmi questo grande cambiamento è importante parlarmi tenendo conto dei miei limiti. Non riesco a capire se dite che vi lasciate perché non andate più d’accordo e perché litigate continuamente… anche io litigo e non vado sempre d’accordo con il mio amico però rimaniamo insieme lo stesso…”

“La prima cosa da fare è: comunicarmi e spiegarmi cosa sta avvenendo tra voi, tra la mamma e il papà, rassicurandomi che non sono io la causa della vostra separazione e che questa non implicherà la fine del rapporto con uno di voi. E’ importante che a dirmi queste cose siate entrambi, insieme, ho bisogno di vedervi insieme e uniti di fronte a questo grande cambiamento. Ho bisogno di vedere che almeno su questo siete d’accordo e che non ci sono alternative così io non cercherò di convincervi nel cambiare idea.

Necessito di un linguaggio sincero ed empatico. Probabilmente non riuscirete a spiegarmi il motivo della vostra separazione ma è molto importante per me che mi parliate e mi anticipiate cosa mi accadrà, cosa mi aspetta, cosa cambierà nella nostra vita, fornendo alle mie domande risposte semplici e comprensibili.

Ciò che realmente conta per me è sapere come vivrò questa esperienza. La promessa di vedere il papà ogni fine settimana ha poco senso per me. Sono ancora troppo piccolo per capire le dimensioni temporali e la cosa veramente importante per me è avere la sensazione che anche se la mamma e il papà non staranno più insieme per me non cambierà niente…”

È fondamentale che i genitori diano al figlio la possibilità di esprimere i propri dubbi accogliendo le domande e formulando le comunicazioni e le decisioni organizzative in modo chiaro e comprensibile. Così come fondamentale è favorire e incoraggiare l’espressione delle emozioni e degli stati d’animo dei propri figli, facendoli sentire accolti e chiarendo delle eventuali idee errate che probabilmente stanno costruendo nella loro “logica infantile”.

E se è davvero difficile, c’è sempre spazio per chiedere aiuto!

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