La famiglia tra passato e presente

By 27 aprile 2015 Per saperne di più
Evoluzione e cambiamenti della famiglia

Qual è il concetto di famiglia che ognuno di noi possiede? Esistono altre forme di famiglia? Se si, come nascono? Dato che, per fortuite circostanze storiche, la civiltà occidentale si è diffusa più largamente di quella di qualsiasi altro popolo sinora noto, imponendo i propri modelli di esistenza alla maggior parte della popolazione mondiale, possiamo essere stati portati a credere nell’uniformità del comportamento e delle istituzioni umane.
Prendendo in considerazione il concetto di Famiglia, ad esempio, vediamo che esso risulta fortemente inquadrato in schemi di costumi, istituzioni e modi di pensare ma allo stesso tempo, non si presenta con caratteristiche univoche e immutabili nel tempo.

Proviamo a pensare all’antica famiglia patriarcale romana dove il paterfamilias esercitava fino alla morte la propria indiscussa autorità politica, religiosa e patrimoniale. Anche nell’antica famiglia cinese il capo famiglia governava su un gruppo numeroso ma la composizione era diversa. Infatti, mentre la famiglia romana era monogamica, quella cinese era poligamica, in quanto un uomo poteva sposare contemporaneamente varie sorelle. Nel Tibet, al contrario, si praticava il matrimonio poliandrico dove una donna poteva sposare successivamente tutti i fratelli minori del marito.
Gli studi sulla famiglia hanno dimostrato che tutte le organizzazioni familiari non sono mai immotivate: la loro esistenza, la struttura, il modo di funzionare e loro caratteristiche in generale emergono chiaramente se si tiene conto del sistema socio-culturale cui appartengono.

Si pensi ai Nyer del Sudan o gli Oruba della Costa d’Avorio, dove una donna ricca e sterile può decidere di sposarsi con un’altra donna per garantirsi la discendenza. In questo matrimonio l’uomo funge da compagno temporaneo con una funzione esclusivamente riproduttiva.
La famiglia, quindi, intesa come istituzione fondamentale in ogni società umana, fondata sul matrimonio o sulla convivenza, con i caratteri dell’esclusività, della stabilità e della responsabilità, attraverso la quale la società stessa si riproduce e perpetua, sia sul piano biologico, sia su quello culturale, è presente in tutte le culture e civiltà.

Nel nostro immaginario collettivo la famiglia rimanda a parole quali generare, accogliere, educare e relazionare. Questi verbi hanno contribuito a tracciare il profilo identitario della famiglia tradizionale: sono parole attraverso le quali è stata costruita un’idea chiara, un’immagine ben definita, e un significato condiviso, attribuiti alla famiglia. Il concetto di famiglia italiana è stato per secoli fortemente legato alla cultura cristiana che concepiva la relazione vincolata al sacramento del matrimonio tra uomo e donna. I ruoli e le funzioni erano ben definiti: il padre provvede principalmente al sostentamento della famiglia mentre alla madre viene assegnato il ruolo relativo al mantenimento della casa, all’accudimento e alla crescita dei figli.
Le società contemporanee, invece, sono attraversate da un profondo cambiamento, che ruota attorno ai processi di fluidità e complessità. Si tratta di un cambiamento costante e alle volte repentino che chiede a ognuno di noi un continuo adattamento e riadattamento a inedite configurazioni sociali. Alcuni dei principali cambiamenti sono ad esempio: la diversificazione delle forme familiari, la revisione dei rapporti tra uomini e donne, la trasformazione delle esperienze genitoriali, la crescente visibilità di omosessualità, bisessualità, transgenderismo e transessualità. Gli assetti sociali della tradizione sono chiamati dunque a convivere con una sempre più accentuata pluralizzazione socioculturale.

In particolare per ciò che concerne la famiglia, i dati offerti dalle scienze sociali mostrano come essa sia andata incontro a una rivoluzione che l’ha modificata nei suoi presupposti fondanti. Le molteplici tipologie di convivenza aprono infatti scenari che modificano alla radice il modello di famiglia nucleare tradizionale.
Tutto questo è reso possibile dal fatto che le nuove forme familiari sono connotate da tutta una serie di discontinuità rispetto al passato. Ma cosa intendiamo per discontinuità? Esse vertono ad esempio sulla mancata coincidenza tra genitorialità e coniugalità (come nel caso delle famiglie monogenitore tri-quadriparentali); sulla non immediata sovrapposizione tra nucleo familiare e famiglia (come nel caso delle famiglie allargate e di quelle ricomposte); sull’assenza di omogeneità tra cultura familiare e cultura della comunità sociale di appartenenza (come nel caso delle famiglie miste e multietniche); sulla scarsa correlazione tra genitorialità biologica e capacità di rispondere ai bisogni dei minori (come nel caso delle famiglie adottive e degli interventi socioassistenziali); sulla non corrispondenza tra ruoli famigliari e ruoli di genere (come nel caso delle famiglie costituite da genitori omosessuali e transessuali).

La letteratura internazionale e italiana si é arricchita negli ultimi anni di studi sulle realtà familiari formatesi a seguito di separazioni e seconde unioni, sulle intersezioni tra omosessualità, identità di genere e famiglia, sulle interazioni famigliari generate dall’incontro tra diverse appartenenze etniche e culturali (Tognetti Bodogna, 2001; Ruspini, 2005; Fruggeri, 2005).