Disturbi d’ansia: attacchi di panico

By 13 marzo 2015 Per saperne di più
Affrontare l'ansia e gli attacchi di panico

L’ansia viene definita come uno stato di attivazione dell’organismo che si innesca quando una situazione viene percepita soggettivamente pericolosa. Spesso vissuta come un limite o un disturbo, l’ansia si connota invece come un’importante risorsa, nonché condizione fisiologica, necessaria in molti momenti della vita in cui lo stato di allerta funge da indicatore di situazioni pericolose.

Quando parliamo di ansia possiamo distinguere diverse componenti:

  • cognitiva cioè la capacità di comprendere o meno cosa ha generato lo stato si allerta;
  • somatica cioè la risposta fisiologica da parte dell’organismo in termini ad esempio di sudorazione, battito cardiaco, vertigini, respiro difficoltoso, vampate di calore;
  • emotiva in termini di paura, cambiamenti dell’umore;
  • comportamentale cioè tutti quei comportamenti agiti per combattere o fuggire, scelti con l’obiettivo di riportare uno stato di equilibrio cognitivo, somatico, emotivo e una generale condizione di benessere e sicurezza.

L’ansia può rappresentare per ognuno di noi quella bussola che ci aiuta a distinguere le potenziali situazioni pericolose e da evitare, da quelle che potenzialmente non sono tali.

Entro una certa soglia, personale, l’ansia si presenta quindi come una risorsa estremamente utile ma non sempre è così.

Riprendiamo la definizione di ansia e quella di paura:

  • l’ansia può essere definita come reazione psicofisiologica che dovrebbe permettere di fronteggiare la paura;
  • la paura come emozione che innesca l’ansia e determina quindi la reazione psicofisiologica.

Ma cosa succede il alcune circostanze? Alle volte accade che l’ansia va a configurarsi come un “nemico da combattere”, un nemico che si presenta all’improvviso in specifiche situazioni di vita quotidiana con il quale la persona inizia una battaglia personale.

Si tratta in questo caso di quelli che vengono definiti attacchi d’ansia o panico.

In queste situazioni la persona inizia a percepire sintomi quali l’accelerazione del battito cardiaco, sudorazione, aumento della frequenza respiratoria, aumento della pressione, adrenalina.

Le sensazioni maggiormente diffuse in tali circostanze sono la perdita di controllo, la paura di essere sopraffatti, impotenza, isolamento, insicurezza.

A questo punto arriva il momento in cui a tutte le risposte fisiologiche provate, la persona attribuisce un significato, una spiegazione e arriva a una conclusione: mi sento male, mi sento morire, non ce la faccio, muoio, etc… andando ad alimentare la risposta di attivazione da parte dell’organismo. Più semplicemente si crea così un circolo vizioso in cui la parte fisiologica e quella psicologica quindi il corpo e la mente si autoalimentano incatenando la persona in questo processo continuo.

«Tu non mi capisci! È una cosa seria per me! Ogni volta che ho un attacco d’ansia mi sento immobilizzata, non so cosa fare! No, non è una cosa che mi sono inventata, non è solo nella mia testa, è reale, lo vedi anche tu! Sento il cuore  battere all’impazzata, sudo, tremo, non è forse reale tutto questo?»

Quello che le persone con panico o attacchi d’ansia vivono, il loro resoconto e vissuto personale, le loro difficoltà, il loro malessere, concorrono a creare delle concrete conseguenze nella loro vita quotidiana.

Cosa si può fare in situazioni di questo tipo?

Tra i rimedi troviamo le terapie farmacologiche che pur dando un sollievo momentaneo eliminando la componente fisiologica legata all’ansia, non intervengono in nessun modo sull’eliminazione dell’associazione tra l’oggetto e la paura che esso genera nella persona. Una volta terminato l’effetto del farmaco, la paura di avere ulteriori attacchi (ansia anticipatoria), e/o gli attacchi stessi possono ripresentarsi e a volte più forti di prima.

Ciò su cui bisogna intervenire è la percezione degli stimoli per noi scatenanti il panico e questo può essere fatto attraverso un supporto psicologico o psicoterapeutico durante il quale si co-costruisce con lo specialista la strada più funzionale da percorrere.